Cammina accorto il pellegrino moderno per Santiago de Compostela

“Partendo devi prima fare una lista. È davvero molto importante che tu faccia una lista delle cose di cui hai bisogno, delle cose che ti mancano per poter affrontare, serenamente, il cammino. Perché ne hai bisogno per smistare i chilometri a colpi di muscolatura, per dare con il polpaccio, il preciso colpo che ti fa muovere verso qualche direzione. Il tricipite surale che fa flettere il piede: lo fa andare. Senza quei muscoli che si raggruppano nel tendine, poco più in basso, tutti e tre tesi, quel piede resterebbe fermo. Immobile. Quindi hai bisogno di buone scarpe, che aiutino il tuo piede e i tuoi muscoli, la tua muscolatura. Che magari stai tutto il giorno, sempre, in casa. La palestra aiuta quando ricordi di andarci. Ma se non ti ricordi spesso: tieni a mente di comprarti buone scarpe. Ci sono tecnologie molto affidabili, oggigiorno. Ti sembreranno cose di poco conto, eppure, proteggere le caviglie è assai più importante che proteggersi dal freddo. Impedire ai tuoi arti inferiori di cospargersi di piaghe e vesciche, renderà il tuo cammino agevole, aiuterà la pazienza, le relazioni umane. E non scivolare! Che facciano presa sul terreno, che stiano ferme quelle scarpe, che non perdano attrito con la realtà che hai sotto, con il terreno. Sia che sia asfalto, che sia ghiaia, che sia un terreno granulare, dove gli aggregati che formano il terreno è più facile si facciano beffa del tuo procedere. Un buon paio di scarpe ti tiene ancorato al suolo, così che tu non abbia a pentirti di sbattere forte, con tutto il tuo peso e i tuoi desideri, contro la dura realtà di aver sbagliato lista, di aver fallito come camminatore. Poi dovresti rialzarti. Ora che i piedi sono al sicuro, ora che pensi che i piedi potranno affrontare le spericolatezze e le asprezze del tuo vagare – senza che questo ti faccia male – ora devi pensare agli indumenti. I calzetti, i calzettoni, i pedalini, devono assolutamente proteggerti dal freddo, dall’umidità. Ma non solo, devono anche evitare al calcagno lo sfregamento continuo che operano i tuoi muscoli contro la scarpa che ti sei scelto, contro le cuciture che la tengono insieme. I calzettoni di lana vanno benissimo per qualsiasi stagione; le moderne tecnologie altrimenti hanno reso disponibili una buona quantità di oggetti in materiale vario. Non ti resta che comprarne il paio più adatto a te. Puoi scegliere fra le mille possibilità che ti vengono date. Non sarei così sciocco da ignorare i cambiamenti atmosferici. Basse pressioni e alte pressioni, buoni indicatori di umidità – anche se difficilmente ti indicheranno esattamente che tempo farà – sono sempre da tenere sotto controllo. Vestirsi a strati è sempre un buon consiglio. Ma che siano materiali traspiranti! Che non opprimano di calore altrimenti la pelle! Fai attenzioni agli sbalzi termici notturni se fai uso di aree di campeggio. Per questo la tenda che devi comprare deve essere facile da costruire, ma solida. Meglio avere dei forti pali in alluminio, piuttosto che risparmiare e comprare un riparo con tubi di plastica. Il vento, pur non essendo un fattore con indice di pericolosità accentuato, soffia sempre costante nelle aree a nord della Spagna. Ad Alto del Pérdon soprattutto avvertirai questi movimenti di massa atmosferici. E sei solo sotto Pamplona, solo all’inizio del cammino. Esattamente sei sul camino francés. Consigliamo vivamente di attenersi alle già pregevoli guide, alle indicazioni che troverai. Potrai riposare comodamente i tuoi arti stanchi in comode postazioni: hotel, ostelli, campeggi. Puoi scegliere. Si può sempre fare uso di un comodo GPS portatile che, grazie alla tecnologia, può comodamente farti ritrovare il Cammino, se decidi deviazioni esplorative. Ce ne sono alcuni con molte funzioni, con connettività wireless, quasi tutti con già caricate mappe di tutta Europa e altimetro barometrico. Difficilmente perdono segnale oggigiorno. I prezzi sono alti, ma lo strumento è tecnologicamente affidabile. Una buona borsa da trekking sarà sufficiente per portare le cose più indispensabili al cammino. Fai che sia il più possibile ergonomica. Che si adatti alla tua schiena. Meglio comprarne di regolabili, così che si adattino loro a te; non tu a loro. La capienza in litri è importante, ma sopratutto verifica di che materiale siano fatte, che non sia da poco. Urti e strappi sono incidenti fastidiosi e comuni. Perdere il bagaglio, per quanto il Cammino sia costellato di tappe in città moderne, è non solo scomodo, ma fonte di imbarazzi e ritardi. Solitamente il tempo per il Cammino non è molto. Devi chiaramente informarti bene sul Cammino. Sulla sua storia, sul percorso, sul perché ce ne siano diversi. Hai a tua disposizione un vasto catalogo di libri, che potrai trovare comodamente nelle migliori librerie. Gli splendidi paesaggi, le alture e le pianure e il romanico e il gotico sono i dettagli più amati dal turista. Qualche curiosità e pillola di sapere, contestualizzerà le chiese che costellano il Cammino, senza appesantire la tua avventura. Consigliamo di evitare manuali storici, e concentrarsi su agili guide, che potranno comodamente essere portate dietro. Ti indicheranno i percorsi, le piste ciclabili, i sentieri più usati; fai uso delle agili mappe allegate, che riportano gli alberghi meno costosi, descrivendone i servizi. Non temere, gli hotel sono quasi tutti dotati di connessione internet, spesso gratuita. Puoi anche cambiare, se vuoi, mezzo di locomozione. Mountain bike e autobus sono le alternative più usate. Il cavallo è sconsigliabile per viaggi brevi. In ogni caso è sempre preferibile fare una tappa a cavallo, per godersi il Cammino come lo si godeva anni prima. Immergersi in un tempo lontano. Al rientro si può anche prendere il treno, per recuperare il tempo perduto. Per gli amanti del dettaglio e del souvenir, le conchiglie, che tradizionalmente venivano indossate dal pellegrino, sono in vendita ovunque. Per i più anziani sono consigliati bastoni con punta resistente in carburo di tungsteno e impugnatura in comodi materiali: sughero o simili. I bastoni possono essere validi alleati per tutte le età. Preparate una borsetta in plastica con dentro le fotocopie dei documenti più importanti e della carta di identità. In caso di richiesta usate le fotocopie. Non correrete così il rischio di perderli. Proteggete comunque sia le copie che gli originali dall’umidità. Se possibile portate un piccolo marsupio, sopratutto se lo zaino che avete comperato non ne possiede, così da avere soldi liquidi sempre a portata di mano. Non scordate la tessera sanitaria e ricordatevi di avvertire il Ministero degli Interni iscrivendovi e segnalando il vostro viaggio sul sito: https://www.dovesiamonelmondo.it/dovemondo/index.php?id=2&tipol=1 Un viaggio sicuro all’insegna della bellezza e dell’avventura renderà il vostro arrivo a Santiago più immaginifico di quanto pensiate. Perché rischiare di rovinarsi la vacanza?” La brochure la lascerai a casa. E poi pioverà, e poi le scarpe infangate di terra, i venti freddi dall’Atlantico, i pellegrini sgarbati, gli hotel costosi, le punture degli insetti, i furti dentro un supermercato dove compri dell’acqua, le paure, i documenti bagnati, le ruote della bici che saltano, gli autobus in ritardo e la stanchezza del cammino lungo, del sole che scalda il deserto fino a Santiago, e poi ancora la voglia di casa, le telefonate lunghissime, il GPS che abbandona, le chiese romaniche di cui non sai nulla, le vacanze brevi e intense e il lavoro che arriva per mail, a ricordarti che finito il Cammino si torna a casa. E poi la stupida frenesia di arrivare alla meta e poi stanchi accorgersi delle comodità del mondo, dell’esistenza di cose che dai per scontate. Non essere felice della fatica. Non adattarsi a tempi e posti che hai lasciato troppo tempo fa: secoli. Prendere l’autobus, accorciare le tappe in treno. Voler fermarsi a Pamplona un giorno in più. E poi sistemare l’orologio al tuo passo, scontrarsi col passato e sentirsi infinitamente moderni, contemporanei. Indossare conchiglie non ti renderà un vecchio canuto e bianco, sarà un bel souvenir in salotto. Potrai sempre parlarne in qualche serata. Potrai sempre dire delle enormi impressione che fa l’oceano dopo Santiago, dei paesaggi spagnoli. E di San Giacomo? E di Roncisvalle? Sta lì, fra una mappa Lonely Planet e un pezzo di strada segnalato, il tuo Cammino. E poi vedi, ti accorgi di quanta polvere perderai? Si rompe la tenda come te. Quanta polvere lascerai sul terreno in minuscoli pezzi? Le cellule spezzate, morte, i capelli che perderai nell’incedere. E di polvere in polvere fino a Santiago. E di polvere in polvere fino a casa. E gli atomi tuoi a scolorire, a perdere i legami. Gli stessi atomi della tua tenda, i protoni del bastone in tungsteno, gli elettroni delle connessioni veloci fra te la tua mail mentre sei a Léon. Tutto a perdere a sperdersi nel viaggio costante. E allora ad illuminare il Cammino, sarà questo tuo perdere nello spazio pezzi di quello di cui sei fatto, di cui è fatta la creazione: ti scomporrai nel tempo fino a Santiago. E tutti i GPS del mondo, non troverebbero la strada che hanno preso le cellule della tua pelle: che è caduta bruciata dal sole, o lavata dall’umidità. Il sangue rubato dalle zanzare. I muscoli a consumare proteine e ossigeno. E arriverai accorto ad aprire le porte del Tempio che sta lì da tempo, e starà lì quando le brochure consiglieranno autobus volanti. Poi li polverizzerà tutti alla fine del Cammino; anche il tempio, anche il corpo di San Giacomo. Non ci sarà carbonio abbastanza duro da resistere. E sarai a casa un poco più accorto dei millenni dietro a te, della durezza dei tuoi tempi, della materia di cui sei fatto.
Si scioglieranno alla fine dei tempi nel loro Creatore tutte le conchiglie dei pellegrini che vanno a Santiago de Compostela.

eremita morto2

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