Se ne è andato il compagno Kalashnikov

Oggi,quasi alla vigilia di Natale, è morto il compagno Kalashnikov. Vorrei ricordarlo. Mi ricordo quando vedevo sparare in aria, mica a terra, no, no, in aria. E sparavano con quell’arma strana: era il ’95/96, i balcani cadevano a pezzi: se non era l’Albania era la Serbia. Mi ricordo quando ascoltavo o ballavo (raramente) il pezzo di Bregovic. Bellissimo. Ed era l’arma migliore, semplice ed efficace su GTA e Metal Gear Solid, quando giocavo alla playstation.
Kalashnikov ha piallato il pianeta più di tanti altri inventori. Quanta gente lo avrà accarezzato o ci avrà dormito insieme, la notte, nelle pause fra battaglie, dai Carpazi al Caucaso, all’Africa nera, nelle foreste pluviali, fra i bambini soldato o fra i ribelli mau-mau carichi di acqua magica in Kenya, o fra i Tonton Macoutes nella mia Haiti mentre ammazzavano per prendersi qualcosa? Lo stringevano dando a quel pezzo di ferro la salvezza della pelle loro: “Torno a casa se lo uso bene”. La salvezza demandata non al commissario del popolo, non al capo guerrigliero, non al comandante: ad un pezzo di ferro e legno.
E’ un simbolo. Più di Lou Reed per dire. Tipo le donne. Ha più fatto per la parità il Kalashnikov che altre stronzate. L’arma era ciò che dava potere alle donne, le rendeva uomini nella guerriglia, dove potevano partecipare. Anche oggi in Siria, le donne che combattono usano il Kalashnikov.
Non vedo molti post di commiato dedicati a Kalashnikov. Timor Est lo tiene sulle uniformi, pure lo Zimbabwe; il Mozambico ha kalashnikov sulla bandiera: incrociato con la zappa. Lo volevano togliere ultimamente in Mozambico dalla bandiera: la gente non ha voluto. La libertà si difende anche così. E Hezbollah lo tiene in bella vista, in un pugno sopra la scritta (una sura) della sua bandiera: “”E colui che sceglie per alleati Allah e il Suo Messaggero e i credenti, in verità è il partito di dio, Hezbollah, che avrà la vittoria”. E la vittoria di Hezbollah passa per le pallottole del compagno inventore.
Gli americani non ci capivano un cazzo all’inizio, spaventati dalla potenza di fuoco dell’arma, in Vietnam. Il vietcong ha il kalashnikov. Il marine l’M16 che è costa un sacco e non è uguale e non funziona un cazzo dopo un tot di anni: tipo l’I-phone. Criminali e mafie fanno largo uso dell’arma. Quante incursioni e guerre fra bande sarebbero state diverse senza quest’arma facile da usare, facile da tenere?
Quanti guerriglieri e rivoluzionari del secondo novecento lo hanno usato? E quanti i morti? Pensate solo ai morti di un’arma tremenda, pensate al potere. Ma lui lo sapeva bene: è solo colpa dei politici.
E il compagno Kalashnikov non ha ricevuto un soldo, mai. Buon natale e insegna agli angeli ad usare l’AK-47 contro i diavoli.

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