Tutto sembra senza fine

Di che cosa parla veramente questo blog:

“Niente è più possibile oramai!”

Medea, Pasolini; battuta finale.

“Et puis, et puis encore ?

Baudelaire; Le Voyage.

“Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?”
Leopardi; Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.

To Elsie; William Carlos Williams.

I puri prodotti dell’America
impazziscono –
gente di montagna del Kentucky

o dell’estremo nord scanalato del
New Jersey
con i suoi laghi e le sue valli

isolate, i suoi sordomuti, ladri
nomi antichi
e la promiscuità tra

uomini strafottenti che si son dati
alle ferrovie
per il semplice gusto dell’avventura—

e giovani sciattone, risciacquate
di sporco
dal lunedì al sabato

per essere quella notte raggirate
con ciarpame
pescato in un immaginario che non possiede

tradizioni contadine per conferirgli
carattere
ma solo sfoggio e sfarfallio del cuore

semplici stracci che soccombono senza
emozione
salvo un attutito terrore

sotto siepi di ciliegio della Virginia
o di viburno–
che non sanno esprimere –

A meno che non sia un matrimonio
magari
con uno spruzzo di sangue indiano

a sfornare una ragazza così desolata
così accerchiata
di malattia e assassinio

che possa essere riscattata da un
agente–
allevata dallo Stato e

a quindici anni mandata a lavorare
in qualche oberata
casa nei sobborghi–

qualche famiglia del dottore, qualche Elsie
acqua voluttuosa
che esprime con mente

spezzata la verità su di noi –
i suoi grossi
sgraziati fianchi e seni cascanti

rivolti verso monili
da quattro soldi
e ricchi giovanotti dagli occhi belli

come se la terra sotto i nostri piedi
fosse
l’escremento di qualche cielo

e noi prigionieri degradati
destinati
a patir la fame finché non mangiamo sporco

mentre l’immaginazione si affanna
dietro a cervi
che attraversano campi di verga d’oro

nella soffocante calura di settembre
in qualche modo
sembra distruggerci

Solo in chiazzette isolate
qualcosa
viene rilasciato

Nessuno
per testimoniarlo
e aggiustarlo, nessuno per guidare l’automobile.

———————————————-

The pure products of America
go crazy—
mountain folk from Kentucky

or the ribbed north end of
Jersey
with its isolate lakes and

valleys, its deaf-mutes, thieves
old names
and promiscuity between

devil-may-care men who have taken
to railroading
out of sheer lust of adventure—

and young slatterns, bathed
in filth
from Monday to Saturday

to be tricked out that night
with gauds
from imaginations which have no

peasant traditions to give them
character
but flutter and flaunt

sheer rags-succumbing without
emotion
save numbed terror

under some hedge of choke-cherry
or viburnum-
which they cannot express—

Unless it be that marriage
perhaps
with a dash of Indian blood

will throw up a girl so desolate
so hemmed round
with disease or murder

that she’ll be rescued by an
agent—
reared by the state and

sent out at fifteen to work in
some hard-pressed
house in the suburbs—

some doctor’s family, some Elsie—
voluptuous water
expressing with broken

brain the truth about us—
her great
ungainly hips and flopping breasts

addressed to cheap
jewelry
and rich young men with fine eyes

as if the earth under our feet
were
an excrement of some sky

and we degraded prisoners
destined
to hunger until we eat filth

while the imagination strains
after deer
going by fields of goldenrod in

the stifling heat of September
Somehow
it seems to destroy us

It is only in isolate flecks that
something
is given off

No one
to witness
and adjust, no one to drive the car.

Philip Larkin;High Windows, Finestre alte. Traduzione italiana di Enrico Testa:

When I see a couple of kids
And guess he’s fucking her and she’s
Taking pills or wearing a diaphragm,
I know this is paradise

Everyone old has dreamed of all their lives—
Bonds and gestures pushed to one side
Like an outdated combine harvester,
And everyone young going down the long slide

To happiness, endlessly. I wonder if
Anyone looked at me, forty years back,
And thought, That’ll be the life;
No God any more, or sweating in the dark

About hell and that, or having to hide
What you think of the priest. He
And his lot will all go down the long slide
Like free bloody birds. And immediately

Rather than words comes the thought of high windows:
The sun-comprehending glass,
And beyond it, the deep blue air, that shows
Nothing, and is nowhere, and is endless.

Quando vedo una coppia di ragazzi
e penso che lui se la scopa e che lei
prende la pillola o si mette il diaframma
so che questo è il paradiso

che ogni vecchio ha sognato per tutta la vita –
legami e gesti messi da parte
come una mietitrebbia arrugginita,
e ogni giovane che va giù per lo scivolo

di una felicità senza fine. Chissà
se qualcuno osservandomi, quarant’anni fa,
ha pensato: Quella sarà la vita;
non più Dio, non più sudore e paura la notte

per l’inferno e per tutto il resto, non più
il dovere di nascondere quello che pensi del prete.
Lui e quelli come lui tutti giù per lo scivolo
come maledetti uccelli liberi. E all’improvviso

non una parola viene, ma il pensiero di finestre alte:
il vetro che assorbe il sole
e, al di là, l’aria azzurra e profonda, che non mostra
nulla, che non è da nessuna parte, che non ha fine.

freud-pittore-modella

Heimat 2, 1h,22m.

Entra Clarissa con il violoncello al collo accompagnata da un ragazzo. Herman, seduto in fondo alla stanza la vede da lontano. È bellissima. Juan, il ragazzo argentino, seduto accanto a lui si accorge dell’interesse. È a sua volta colpito, ma con la distanza malinconica che lo contraddistingue, quasi uno sguardo residuo delle troppe lingue, delle troppe epoche che ha passato, pur essendo solo un ragazzo.

727
Herman: 01:22:07,075 –> 01:22:08,575
Mi sembrava di conoscerla.

728
Juan: 01:22:09,575 –> 01:22:11,575
Non è lei? Peccato.

729
Herman: 01:22:13,075 –> 01:22:14,575
Mai vista.

730
Juan: 01:22:15,575 –> 01:22:17,075
Hai paura delle donne?

731
Herman: 01:22:18,075 –> 01:22:19,075
Non credo.

732
Juan: 01:22:21,075 –> 01:22:22,575
“Sehnsucht”. Nostalgia.

733
Juan: 01:22:23,575 –> 01:22:26,575
Bella parola “Sehnsucht”.

734
Herman: 01:22:37,575 –> 01:22:40,075
Ho giurato
di non innamorarmi mai più.

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