Sesso e repressione sessuale fra gli Occidentali

A preoccuparsi degli islamici ci si dimentica gli evangelici americani. Tremendamente proficui, tremendamente razzisti, tremendamente sessuofobici. Quando affittano spiagge ad Haiti, le affittano chiuse con reti; che non entrino troppi negri poveri e magari mezzi nudi. Che ad Haiti tutti vanno con tutti, e gli uomini a St. Pierre in piazza, ti raccontano di come passino i pomeriggi a guardare e provarci con donne. Poi più che altro si bullano e passano il tempo a dire cazzate e ridere, e devo dire che è cosa che apprezzo. Oppure ti svendono prostitute, dicendoti che “guarda che quella non va mica con tutti. Lei mi ha chiesto di portagli gente pulita per bene, occidentali. così per avere un po’ di compagnia. eh?che dici?”. Oppure l’altro giorno, sei ore a ridere perché mi consigliavano questo albergo, il più rinomato! Il migliore di Haiti! Servizi perfetti! E io non capivo, e loro a ridacchiare, e io a guardarli un poco dubbioso. Poi fra una risata e l’altra mi ricordo che è quello famoso per essere un mignottaio. E c’è pure quello innamorato, che la moglie è lontana, a Miami, ormai non si amano più, lei ha pure un altro, e lui ha questa amante, che adora, con cui fanno l’amore tranquillamente a casa sua, ma di convivere no, non se ne parla, perché? perché non si può. Ci sono delle convenzioni che pesano come macigni. E sto poveraccio che piagne.
Così come l’Italia abbisogna di liberarsi dai Gramellini, Jovanotti, Fazi e Concite de Gregorio e da una certa moralità dei costumi maturata a sinistra. Che accontenta il piccolo democristiano e il piccolo Pcifedeleallalinea che c’è in tanti italiani. Quelli sempre bene, quelli per i diritti delle donne, ma che delle donne non gli frega una sega. Tanti nel Pd tipo. Microliberali che sono conservatori che non vi credete. Che le donne sono sante o puttane sempre e comunque, come qui. Che finché ci si bulla bene, ma poi non si ha il coraggio di andarci a vivere insieme. Come da noi che ci siamo ritrovati a contare i pompini invece di parlare di politica.
Non so voi, ma Gramellini mi castra peggio del complesso edipico. Capisco che avendo dall’altra parte il padre padrone B., che tratta tutte le donne a partire dal suo fallo da adorare, sia quasi naturale il riflesso contrario, moralistico e conservatore. Anche fra le femministe. E capisco che avendo uomini e donne fallocentriche ormai, che contano le scopate fatte come tacche sul fucile un cecchino, che danno valore sempre alla masturbazione che apporta ciò al loro ego, capisco che venga in automatico una certa ritirata nel solito morale alla Concita de Gregorio, o in certe pippe assurde sulla bellezza tipo Saviano che infatti poi è diventato il gazzettino delle procure (l’arte è pensiero che esce dal corpo, Savià, né più né meno come lo sterco). Eppure mi sembra di ricordare obbiettivi un poco meno assurdi anni fa. Se la liberazione sessuale era solo la possibilità di vivere nella stessa mediocrità di sempre, nello stesso dominante maschilismo, nello stesso sesso fatto come rapina, come conquista, ma con un film porno e un dildo nel cassetto a chiudere i nostri segreti sessuali, e continuare a credere sempre che tutto parta da noi e che il nostro piacere sia il centro del sesso, o il dar piacere come misura meritocratica di abilità, o ancora peggio che il piacere fosse solo la possibilità di scopare come comprare al supermercato anche alle 9 di sera, in quei pomeriggi noiosi, dopo lavoro, in cui aggredisce il senso di spanciamento e disperazione di qualcosa che non capisci, ma che la Coca Cola Zero può riempire, beh, se era solo questo, potevamo evitarlo. A non capire che magari ci si sposa a 15 anni e si può essere liberi quando si fa l’amore è davvero così complicato? E ci tocca sorbirci il moralismo di sinistra che è peggio di quello di destra. E i liberal che fanno la morale, e le femministe che cadono nei tranelli di proclami unitari di supposte liberatrici che propongono, alla fine, le solite categorie.
Che in epoca di sesso libero in realtà non si fa mai l’amore con vera libertà. La differenza, mai troppo sottile, fra possedere e vivere una cosa. Almeno ad Haiti pregano anche per l’amore. E non è una piccola differenza. Il buondio e il buon gesù puoi pregarli per trovare una donna e un uomo, anche solo per far l’amore, anche solo per compagnia.

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