Il futuro

http://gossip.libero.it/focus/24529156/umbria-ragazza-muore-in-incidente-stradale-con-dei-rapinatori/umbria-ragazza/?type=

A meno di dodici anni, quando il tempo sulle colline è sempre verde, quando arrivare a Perugia è già arrivare fuori dal mondo, il tempo non scorre allo stesso tempo sulla strada che porta a scuola o in quella che porta qui. La prima la decidi, passi attraverso porte diverse della città, scegli il vicolo giusto, quello che fai sempre, quello dell’edicola dove ci stanno le riviste, per me che ero ragazzina, che vedersi ora, il tempo, da riva a riva del Piediluco, da riva a riva me sembra troppo. L’altra che porta qui invece non ha abbastanza spazio per far passare sto codazzo di gente che me porto dietro. Ammazza oh. Sete tanti. ma che davvero?   Non mi sembrava, proprio non me pareva quando c’avevo dodici anni che poteva esse così guardare indietro. Come quella volta che stavo a parlà con l’amici mia, e uno se china, arcoglie cinquemila lire, no dico, c’erano le lire, e poi c’annamo a pjà lgelato, e dice “pensa se quello s’argirava”. Nel magnavano mica ho pensato subito. e ce n’emo presi de gelati. con quelle 5000 lire ce pareva de esse ricchi. E’ tutta gente che non conosco sa? Fanno codazzo dietro di me. Un caldo sopra Terni, un caldo sotto il cielo d’agosto, un caldo a dodici anni che non senti mica più, manco a 25. Bastava un attimo, e ho sorriso di quell’attimo. Ho un sorriso bello, e lo dico perché tanto cosa c’è da vantarsi ormai? Che è proprio quello che mi appioppano in bella vista. Ho sorriso con tanti di quei pensieri dietro. Sembra quasi un furto quel sorriso sul giornale, ma per chi l’ho fatto? Pe’ l’amore mio? Pe’ un secondo? Perché, di fronte alla macchinetta, a casa mia, poi n’so da voi, se ride, pe’ educazione, almeno. E che codazzo dietro sto sorriso: la figlia di quel vecchio contadino che abitava verso Spoleto, co’ la guerra andata in montagna, co’ la guerra salita in collina, col dopoguerra trovato lavoro come carpentiere a valle. Il figlio alle acciaierie. E io manco c’ero. A me non me ne è fregato mai niente. Ma sta in coda. Ma giustamente. C’era una vista da qualche collina, me diceva nonno, ma io che ne so? Non c’ero, e la vista che vedevo, era bella.
Sarà stato un attimo per me, ma è durato abbastanza. Prendese il dito n’mezzo alla portiera, l’apre, e stang!, ecco il dolore, continuo, che senti quando more. Che poi i morti li usano sempre. Lo dice anche quello che me scrive ora. Mi usa, come tutti. Me incide, me dona parole che non userei. Toni e accenti che scarterei. Quando pensa, pensa cadenzato in assisano, che è n’po’ diverso da to qui. Vi immaginate? Poi è un maschio, come parla una donna non lo saprà mai.

– Ma quindi pensi che sia inutile?

– Penso che tu mi parli strano, e che, vojo dì, quali parole puoi immaginare dovevo avere in  bocca quando crepavo con l’altra macchina piena di albanesi che mi venivano addosso? gli albanesi non li fai parlare?

– qui dovrei essere io ad intervistarla. Cosa ha provato quando è morta signorina?  Gli albanesi erano ubriachi, e poi non saprei farli parlare.

– guarda, uno è morto con me, l’odio resta ai vivi fidete, e il mio corpo e la mia vita serve agli uni agli altri. Quando ero in vita serviva a me. E chissà quanti mai gli avran’ detto: “come sté?”, n’me ricordo mica…

– Si sente vittima di un’ingiustizia?

–  Ero una positiva. Le vittime le fanno le invidiose. C’era una a scola che rompeva sempre il cazzo, per esempio, quella sì ch’era n’vidiosa. E faceva la vittima subeto. ‘Na vipera.

–  Si, si capisco pure. Avrei da dì qualcosa singnorina. Mah. Poi boh, nel senso, se uno finisce così è na roba brutta no? Il tempo  che passa già mi pesa, a me. Ad esempio: bere, amici, bottiglia, musica a Carnevale. Allora a Carnevale, sai che mi è successo? nono, parlo di me stavolta. Aspetta ragazza mia. Stavo a ballare  con i ragazzini di 20 anni. “Pogante prima di te, ma meno cattivo”: volevo dirgli a quella sfilza de regazzini. Poi tenevano proibitivi gomiti alzati. Ma non se poga così! Avevo le scarpe che indosso, che mi restituiscono, almeno un poco l’età che ho. Basse marroni, lumberjack, tipo, ma non proprio, che costano effettivamente troppo quelle lì. Va be. Insomma, ballando son scivolato, che non era appiccicoso come al solito, era umidissimo, e sbang! Tipo te una botta al culo e una all’orgoglio. Te forse l’orgoglio no. Però l’età m’è arrivata al culo tutta indosso forte. I giorni, i minuti in una botta, in un osso. Poi è un osso serio, lì c’era la coda. Non è significativo? L’evoluzione umana tipo? Metamorfosi continua. La stella che impatta con un’altra stella. I vermi con cui babbo pescava che diventano nere mosche morte. I  giorni che diventano anni. Emozionante. Doloroso. Ma tutto molto naturale.

Dico che non so, dopo la tù storia, se la mia sia indice di qualcosa. Come grafico del razzismo, come grafico di quello che succede se guidi una macchina ubriaco,  come statistica della criminalità fra gli immigrati, come statistica della cattiveria della gente, come statistica del caso: ci sei non c’è più.  Se dovrei dirvi, boh, amatevi tutti, ma come dillo? M’hanno ammazzato. E se stavano a casa loro? e se non cadevi quella sera? e se i meteoriti non cadevano? e se non morivo? e se stavo a fa l’amore? e se mamma quel giorno m’avesse trattenuta un minuto in  più la mattina? e se avessi finito la benzina? e se avessi  bucato? tutte ‘ste certezze, come se ce fosse un’origine al male, come se ce fosse stato n’momentino quanno tutto è iniziato in cui tutto era bello: quando c’era lui, quando  n’c’erano gli albanesi, quanno n’cera l’industria, quanno s’annava a cavallo. quanno?

– ma non c’hai un dispiacere?

– Si. La donna che sarò armarrà per sempre quel’ch’ero

Annunci

Un pensiero su “Il futuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...