Anzi che sì anzi che no!

Torniamo a Breivik, ma più che altro al fascismo, con una piccola riflessione. Chiedevo tempo fa, tanto, a mio padre perché tanti giovani ragazzi dell’umbria rossa diventavano fascisti secondo lui. Anche figli di ex-socialisti, non necessariamente figli di missini, al massimo figli di democristiani, che si estremizzavano. Nella vallata sotto ad Assisi, fino a Bastia e pure in parte a Perugia e Foligno, una gioventù cresceva con il mito del pelato sovrappeso. Un uomo ridicolo a ben vedere, sopratutto oggi, dove le sue mosse sembrano da avanspettacolo, che il gerarca Barbagli lo rappresenta al meglio. Ridicolo anche a suo tempo come dittatore e capo. Un pupazzo pazzo nelle mani di altri più bravi di lui, osceno nel suo essere padre padrone, e non a caso ridicolo, come solo i padri eccessivi sanno essere. Come l’Enrico IV che è comico nella sua crudeltà. Un fallo gigantesco per un popolino senza storia. Mio padre rispose in effetti così: non hanno storia. Non hanno radici. Ed era vero.

Se come diceva Jesi il fascismo e  la cultura di destra sono un passato di pappa omogeneizzata, si potrebbe quasi dire che la cultura di destra non è l’esaltazione delle radici ma la loro mistificazione? Un’identità forte ed etnica, conscia del passato non è per forza fascisteggiante, tutt’altro. Un’identità che, come ogni identità è inevitabilmente una costruzione culturale (ma mi sembra lapalissiano, solo alcuni studiosi si beano di questa scoperta del cazzo), ma che ha una storia condivisa non è un male, non è di per sé l’origine del nazismo. I tedeschi non diventarono nazisti perché fortemente identitari. Diventarono nazisti perché costruirono un passato e un futuro mitico, brodaglioso, fasullo. Pensavo agli irlandesi, che hanno un passato di lotte, che li unisce fra di loro, che fa si che il loro particolare essere irlandesi non sia un ostacolo. La lotta per la liberazione dell’Irlanda è socialista di statuto come diceva Bobby Sand. I murales che trovi a Belfast, sono evidentemente internazionalisti. Non sono identitari in senso stretto, richiamano altre lotte, universalizzano la lotta irlandese, così che diventa la nostra lotta: quella di Cuba, quella dei palestinesi. Invece l’assenza di un passato, e il tentativo di costruirne uno da parte dei protestanti del nord irlanda sono a loro modo fascisteggianti. Più violenti i murales, più racchiusi in una mitologia e in una Tradizione (protestante appunto) religiosa che ha caratteri di destra. Inventa in assenza di un’identità forte condivisa, e inventando separa, costruisce steccati, non dice siamo il popolo in lotta, ma siamo un popolo. C’è da chiarire e lo chiarirò in seguito questo aspetto, perché è chiaro che così è molto semplice. E ci sono molte obiezioni e domande che sorgono. Non sto dicendo che le identità forti sono buone, dico che le identità sono oggetti complessi. Ci dovrò tornare.

Come dice Zizek: “il fascismo manipola il diffuso autentico desiderio di un ritorno a una comunità vera e a una solidarietà sociale, per reagire alla competizione e allo sfruttamento più sfrenati”. Il movimento 5 stelle e il suo maledetto dire di essere oltre alle categorie politiche classiche, oltre destra e sinistra è  fascismo. E’ fascismo, è destra. Il fascismo è contraddizione, non ha un’identità ben precisa. Paradossalmente si propone come il nuovo e come il vecchio. Come ciò che può cementare la società e ricreare modelli armonici oltre le classi e la lotta di classe,  e come la spinta in avanti tecnologica futurista. Il fascismo non ha identità precisa. Mussolini rivendicava con orgoglio l’essere oltre destra e sinistra del suo movimento. Ma c’è un di più nel Movimento 5 stelle che non va dimenticato che ne fa un movimento ideologicamente di destra di sostegno al capitalismo e che deriva dall’impostazione sovra-descritta: Il funzionalismo. Non importano i colori delle idee, non importano le persone, importa che funzionino. Quindi primo è accettare la logica del sistema stesso: le cose funzionano se sono utili al capitale, secondo con lo stesso verbo “funzionare”: l’idea stessa che le cose nella società debbano funzionare, che abbiano una funzione è avere una precisa idea di mondo.

Per ora finiamola qui, ci si deve tornare su entrambi gli aspetti, perché il Movimento 5 stelle è in continua evoluzione e analisi di 10 righe non servono e secondo perché la questione identitaria è da completare e da collegarsi a questa.

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