Babbo mio dammi l’articolo 18 che in America voglio andare

Bussava da almeno un’ora alla porta dell’officina. La serata era stata stranuccia,  quelle nottate di alcool e mondiali di bestemmie che ti fai davanti al flipper. Poi lo sanno tutti, il Segreto del flipper era tutto nel bacino. Come muovevi quello si muoveva pure la pallina. E tanti questo proprio non lo capivano, sfuggiva giù la sfera, e si dedicavano ai primi cassoni elettronici. Non sapevano che Umberto Eco ci avrebbe scritto su un pezzo di romanzo. Il tutto per l’intanto sembrava una cosa solo molto divertente da fare nel mentre si viveva, che la provincia italiana richiedeva di più che gli occhiali a goccia e  qualche camicia aperta per sopravvivere. Importante era stare attenti all’eroina e all’erba che cresceva tutta intorno. Che la provincia era spietata come il  prezzo e la pesantezza del gelato Paciugo della Tanara . Tanti scrittori e cantanti ci avrebbero fatto fortuna negli anni a venire co sta storia della Provincia : modello etimologico delle psicologie di centinaia di individui che finivano in città. In Italia tutto viene dalla Provincia; l’Italia è provinciale o forse che la provincia è italiana? Ed era la strana spinta di quegli anni, anche nel buco nero della campagna italiana c’era molta speranza. Magari c’era solo mobilità sociale. Senza bisogno di flessibilità. Flessibile era solo l’acciaio. Fin tanto che c’erano ancora le BR eri tranquillo. Fin tanto che c’era l’URSS eri tranquillo. E l’acciaio era l’URSS.  Ma l’URSS non era flessibile alle truppe di ideologi frotterellanti. Il lavoro potevi trovarlo, magari non tanto, magari si lottava, magari ti licenziavano, ma poi c’era chi ti difendeva. Era l’aria stessa, lo spirito dei tempi che ti difendeva. Magari non eri violento, ma queste cose insieme tenevano a freno i padroncini. I ritratti di Lenin facevano paura nel Michigan. Erano come un Dio esterno, quella paura che creava un senso del limite. La legge di un padre terribile. Ma poi non era mica che fossero eroi. Avevano pure ucciso Guido Rossa. No dico, ma vacci a capire qualcosa. Erano comunque assassini. Non era certo di quello che ti preoccupavi. Al massimo cercavi di intendere bene quando sarebbe arrivata l’era del cinghiale bianco e ti facevi qualche risata con l’Altra Domenica, Benigni era simpatico e Dante al massimo lo impersonava, e leggeva I Promessi Sposi. Il partito era forte. Ecco, il partito era forte. Un bel manifesto e via: Vota Comunista. E anche il cuore lo era a vent’anni c’era anche e sopratutto l’amore a cui pensare. E a vent’anni è tutto ancora intero, a vent’anni si è stupidi davvero. La politica entrava di straforo perché tutto era politica, il corpo delle donne, il tuo e pure la 127 che ti portava in giro. Non erano molto simpatici quelli che facevano i Rivoluzionari di professione perché erano politici così Sempre, che non lo erano mai; non lo sarebbero mai stati. Forzatamente si vestivano come richiedeva la lotta. Non erano ancora nei salotti, ma stavano lì in mezzo a rompere le palle, quando alle volte volevi solo divertirti. Li avresti trovati anni dopo di là, dall’altra parte. O ancora qui, ma più ricchi di prima. Che chissà perché nel socialismo secondo loro ci si doveva rompere il cazzo. E i katanga, gli indiani metropolitani, che s’accoppiavano strani, bevevano e fumavano troppo sembravano anche loro un altro pianeta, lontano dal lavoro, dall’estate calda del bar, del sole che sui mattoni vecchi calava, sull’antica città che era ancora piena di vita di nomi e generazioni e soprannomi. Non conoscevano la vita della provincia, arrivavano ed erano meteore impazzite. Chiaramente venivano da qualche parte in cui c’era vita e tutto il resto. Nell’ansia di uccidere le convenzioni e i genitori,  si erano scordati che prima o poi si doveva diventare padri di qualcosa. Non avevano un bell’impatto in un posto in cui tutto era passato proprio perché ci potesse esser futuro. Il lavoro, l’amore, la città bellissima. C’era parecchia disoccupazione? e però c’erano le fabbriche.  Si ballava Please don’t go e si era con pochi amici abbastanza felici, e le cose scivolavano, per quanto le pregassi di non andare via. Qualcuno avrebbe cominciato a sparire, qualcuno avrebbe avuto l’aids, qualcuno sarebbe stato post senza mai essere stato niente. Gli occhiali a goccia non sarebbero mai passati di moda solo per Venditti e altri avrebbero sempre trovato la moda giusta.

Quando la porta dell’officina si aprì era però troppo tardi, erano già iniziati gli anni 80 (la gallina canta)

E con gli ’80 sono scivolati i ’90 e siamo già negli anni ’10. E mi hanno appena detto che devo ucciderti babbo. Che dobbiamo farvi fuori, cacciarvi dai fortini che avete disegnato per difendervi. Che non è possibile avere ancora i vostri privilegi. Che io il lavoro me lo devo scordare e l’articolo 18 pure. E allora dammelo, che voglio essere flessibile come in America. Voglio fare carriera come a New York nei film e nei telefilm. Dammelo quest’articolo, fammelo divorare, sarà il prezzo che pagheremo alla crescita, il nostro rito di passaggio. Noi vogliamo distruggerli, tutti ci hanno detto che sono inutili. Diventeremo migliori, diventeremo grandi. Dacci i tuoi privilegi, noi non li abbiamo mai visti. Non li useremo. Tranquillo. Ichino fratello stasera diceva che voi siete i nobili, siete l’Ancien Régime. Noi siamo il Nuovo. Penso che a questo punto c’entri pure Twitter. Sai quella polemica per cui Serra è un cretino perché ha parlato male di twitter? dico ne han parlato tutti di questa interessantissima battaglia. Ecco noi siamo quelli che urlavano contro Serra. Noi siamo quelli che difendevano twitter come non faremmo mai nemmeno con nostra madre. Quasi fossimo una cosa sola, quasi non potesse fare schifo a torto o a ragione.

tutto quello che non è nuovo è ideologia, così che l’ideologia vera è proprio qui. Ma ben nascosta fra le pieghe d’abito di parole inglesi: flexsecurity! Il nuovismo, il progresso, tutti che amano il pazzo il mangione Steve Jobs. Perché era progresso. Perché era leggero, perché ci ha dato l’i-phone. E ci mangiamo il nostro futuro con questo presente. E siamo feticisti più di prima. Tant’è che sempre Ichino diceva che lo scontro tra i privilegi e gli altri è lo scontro fra lavoratori e consumatori. Se lavorassero di più e flessibili i consumatori avrebbero merci e negozi aperti 24orealgiorno. Che ci si chiede allora chi cazzo sono i consumatori, come fa ad esserci questa battaglia aperta fra consumatori e lavoratori che io credevo fossero la stessa cosa. E’ un mostro che si mangia da solo il lavoratore consumatore: è il 2.0 del produci consuma crepa: non fai a tempo a consumare, non fai a tempo a lavorare. E questa è la felicità che ti regalano: di essere consumat..ah no scusa  è ora di lavor…però puoi consum, ah no che cazzo fai c’è il turno nottur…e così via felice lavorando molto e flessibilmente. E allora mi sono fatto persuaso che Ichino o non sa di che parla e parla a modelli fissi, motori immobili e prove divine, oppure sa già chi vincerà la lotta. Saranno i giovani rampanti, i consumatori.  I soliti.  Progressisti ben inteso. L’america è la terra del progressismo (che bella la fanciullezza e i film di Spielberg). I soliti volti di chi può essere flessibile. Perché il suo lavoro lo sarebbe già, ma siccome che quando torna a casa la sera il supermercato chiude, e allora lo preferirebbe aperto in culo alle cassiere che odi perché ti guardano davvero male sempre. Oppure no, Ichino pensa davvero a tutti noi, come il fratello. Solo che non sa cosa siamo.

E allora lo uccido mio padre, ci rubo l’articolo 18 e andiamo a fare i flessibili a Nuova york. Andiamo Ichino? prendo con le 100 lire il primo bastimento! Vieni anche tu? ah no? tu vai in Business? dai vabbè ci vediamo all’arrivo.

“Quan’ fu stata in mezzo al mare

bastimento si l’è fundà
si l’è fundà
quan’ fu stata in mezzo al mare
bastimento si l’è fundà”

E stasera (20 marzo 2012) durante la trasmissione tutto il bastimento è affondato in un secondo.  Cercava di dire l’ichinoandrea che le aperture notturne dei negozi avrebbero fatto assumere tanta gente. Pure  quelle domenicali chiaro! Tanti nuovi posti.  E una lavoratrice dal pubblico d’improvviso: veramente no, ci allungano le ore e basta, come fanno già. E lui insistendo non è possibile, come fanno,? nono, non possono allungare. Guardi che già funziona così. E lui negava negava negava, si vede che i conti del modello economico quando era a Bologna dicevano altro. E anche quando un’altra è intervenuta dando man forte alla prima e ricordando che il suo padrone aveva detto che con le 24 non avrebbe assunto ma allungato gli orari, lui negava e negava.  Inflessibile. Come l’Urss.

Uccidervi sarà dura genitori. Ma noi siamo molto cattivi siamo spietati e voi lo sapete, ciò che vi ha sempre fregato è che eravate troppo romantici.

 

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