Telemaco in greco significa combattere da lontano

Tipo tutti come Telemaco ad aspettare il padre che non ritorna. Chi mi insegna a capire l’amore, chi mi insegna a fabbricare la mia vita, i miei desideri? Un porno? Le birre del sabato sera? Resiste Telemaco, lui ha un suo desiderio, niente lo ipnotizza, non basteranno i proci, le deferenze dei cortigiani, le preghiere delle schiave e gli sprechi di cibo e orge. Resiste Telemaco, gli manca il rito di passaggio, guarda il mare: “padre dimmi che cosa posso essere, insegnami le tue regole, dimmi che c’è una giustizia a questo mondo, là nella casa. Che non bastano le mille schiave, non il cibo, niente mi rende soddisfatto, posso riempire ma poi tutto è di nuovo vuoto”. Tipo tutti come Telemaco che ha provato ad opporsi ai Proci, ma è impotente di fronte alle spade e al potere. I Proci sembrano bambini. Godono all’infinito in attesa della morte. Nessuno ha insegnato a combattere a Telemaco, come è successo a noi. L’intera isola è desiderio che non si esaurisce; vomita desiderio, ingurgita desiderio e ne defeca i resti che poi tornano ad essere desiderio. Tipo tutti come Telemaco a volte abbiamo provato a godere e godere e godere e godere, senza fortuna. Resiste in fondo, il suo desiderio, resiste ai mille desideri infiniti. Senza responsabilità non c’è desiderio, forse, a volte pensa Telemaco. Perché lui desidera un padre, una legge che arrivi lì dal mare e non c’è carne donna o efebo che la possa riempire. Tipo come tutti, Telemaco parte infine in viaggio alla ricerca del genitore; spera che qualcuno gli dica, gli trasmetta notizie di quel re che manca all’isola da sempre, che gli dica cosa fare. Non l’ha mai conosciuto, il padre. E’ partito in guerra e lo ha lasciato lì. Telemaco guarda il mare. Non basta il buon Mentore, non servirà una spalla, un amico, una dea travestita a farlo uomo. Lì nel passaggio lui si trova da sempre, guarda il mare e dal mare non arriva niente. In fondo poi, i Proci non sono tuoi amici Telemaco? Cosa hai che non va? Hanno la tua età, la possibilità che potrebbero andare a letto con tua madre è un fatto grosso, che può spaventare, ma del resto, tipo come tutti Telemaco, ci si diverte alle feste, no? Datti da fare. Tipo come tutti Telemaco. Datti da fare, fatti da solo, costruisciti no? Sii autosufficiente. Puoi dominare te stesso, lo puoi fare. Niente desideri? O tutti insieme? Stay hungry. Stai affamato Telemaco. Devi essere genitore di te stesso! Stay foolish. .

Ma può partorire se stesso un uomo? Non sono il frutto di chi è venuto prima di me? Non sono legato e figlio di tutti gli altri che mi circondano? Io desidero la presenza di mio padre. La sua parola da sfidare, da distruggere! Che angoscia Telemaco che ti porti dietro. Tuo padre è enorme rispetto a te così piccolo, ed è lontano. Come tutti quelli che hai incontrato nella tua vita. Mi divoreranno, pensavi, perché nessuno ti ha insegnato a desiderare, perché riflettevi, tipo come noi, gli altri e ne eri terrorizzato
Tipo come tutti Telemaco spreca il tempo, perché sa che non troverà il padre. E torna all’isola ad attendere la sua voce. (Sognavi di ucciderlo l’altra notte, lui e quel rumore di telaio maledetto, “muori padre!”. Poi, al momento giusto, lui svaniva: non ti restava che una spada in mano. Disperato, pugnalavi te stesso. Nel nulla che poi compariva intorno a te, solo una grande bellezza. E non capivi il perché di questi sogni.
Desiderare tuo padre, la legge in casa, ed ucciderlo e l’attesa, tutto quanto insieme nell’enorme casino, che facevano di là le orge e i pezzi di maiali gettati in pasto ai proci e il loro potere ti sembrava troppo da sopportare. Non desideravi che un orizzonte che non fosse sempre vuoto. Combattevi una guerra da lontano Telemaco. E il vuoto di prospettive che ti portavi dentro Telemaco, che sei a tempo determinato e sai solo far tardi la mattina , è il vuoto di quello che sei e non sei e non vuoi essere (che è troppa libertà che ti ha ridotto alle catene).
E poi d’improvviso tuo padre torna, e sale dal mare come un vecchio che non riconosci  e si mostra e prende l’arco che tu non sei mai riuscito ad usare e uccide i Proci con la tua complicità. E il sangue lava l’odore della tua inadeguatezza. E bruciano i corpi dei proci e rivive tua madre affranta e il letto d’ulivo, da tuo padre intagliato, riprende forma e i corpi dei tuoi genitori giacciono di nuovo insieme.
Ma il tempo non è passato solo per tuo padre e tua madre. Anche tu sei vecchio Telemaco. Troppo giovane come padre, troppo vecchio come figlio. Ed ora lui ha tanto da insegnarti, il viaggio lo ha fatto saggio di cose che non immagini neanche. Ma non ti racconterà niente, sarà lui il Re.
E tu cosa sarai Telemaco? Non sei Ulisse, non puoi uccidere Ulisse, non sei mai stato neanche te stesso, sei vuoto: lì tipo come tutti a guardare il mare.

Annunci

Un pensiero su “Telemaco in greco significa combattere da lontano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...